Avendo violato il bianco-latteo di queste pagine, nulla osta che io insista e infierisca.
Scrivere. Si può scrivere di qualunque cosa. Quanti libri ho letto nella mia vita? Mille? Duemila? Quanti ne ho in casa e perché li conservo? Sono sicuro che anche voi, a volte, vi fate la stessa domanda.
Ma invece di un libro ho fra le mani le alici, 300 grammi, da deliscare, pulire, infarinare e friggere.
Nel mettere le dita nelle loro piccole pance, nel privarle delle viscere e della testa, mi rendo conto che quelle forme sguscianti e maleodoranti sono state vive. Vita che si prolunga nella mia vita attraverso i gesti che mi portano a nutrirmene. Questa potrebbe essere una percezione mistica dell’unità che mi lega a tutte le creature della terra, sia pure attraverso l’atto, poco gentile, del fagocitarle.
La difficoltà con cui digerisco le alici mi ricorda che nei libri che ho letto non ho compreso un corso di cucina.