Scrivere.

Avendo violato il bianco-latteo di queste pagine, nulla osta che io insista e infierisca.

Scrivere. Si può scrivere di qualunque cosa. Quanti libri ho letto nella mia vita? Mille? Duemila? Quanti ne ho in casa e perché li conservo? Sono sicuro che anche voi, a volte, vi fate la stessa domanda.

Ma invece di un libro ho fra le mani le alici, 300 grammi, da deliscare, pulire, infarinare e friggere.

Nel mettere le dita nelle loro piccole pance, nel privarle delle viscere e della testa, mi rendo conto che quelle forme sguscianti e maleodoranti sono state vive. Vita che si prolunga nella mia vita attraverso i gesti che mi portano a nutrirmene.  Questa potrebbe essere una percezione mistica dell’unità che mi lega a tutte le creature della terra, sia pure attraverso l’atto, poco gentile, del fagocitarle.

La difficoltà con cui digerisco le alici mi ricorda che nei libri che ho letto non ho compreso un corso di cucina.

 

Avere un blog in bianco

Andare in bianco è stata sempre una mia specialità e non ho avuto, come Woody Allen, la possibilità di compensarlo con la notorietà e una geniale produzione cinematografica che lo ha portato a potersi cuccare anche la giovane figlia (adottiva).

E così questo blog è uno specchio fedele, per ora, della mia vita inconcludente e delle lunghe pause di silenzio…direi anzi: di come un lungo silenzio sia stato solo a tratti interrotto dai messaggi in bottiglia che, ogni tanto, lancio nell’etere e nella vita, sperando o disperando che qualcuno li raccolga. Dimenticandomene subito dopo.